Il progetto completato

Eni ha annunciato il 19 ottobre il completamento del Bouri Gas Utilization Project, al largo della Libia, e l’avvio delle attività necessarie alla messa in esercizio. L’intervento è stato realizzato da Mellitah Oil & Gas, la società partecipata congiuntamente da Eni e dalla National Oil Corporation libica. Il progetto installa un nuovo modulo di recupero e trattamento per utilizzare il gas associato alla produzione petrolifera che finora veniva in parte bruciato in torcia.

Settecento milioni di metri cubi l’anno

Secondo la società italiana, il gas recuperato aggiungerà circa 700 milioni di metri cubi standard all’anno all’offerta destinata al mercato libico. La priorità dichiarata è alimentare la generazione elettrica nazionale, in un Paese dove la domanda interna e le interruzioni degli impianti hanno spesso limitato le esportazioni. Eni stima inoltre una riduzione delle emissioni pari a circa 1,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno. Sono dati aziendali che dovranno essere verificati con la produzione effettiva dopo l’avviamento.

Il collegamento con Greenstream

Il progetto non equivale a un aumento immediato di 700 milioni di metri cubi delle forniture italiane. La quota indicata serve innanzitutto il mercato libico. Eni precisa però che, una volta soddisfatta la domanda locale, volumi ulteriori potranno essere inviati in Europa attraverso Greenstream, il gasdotto sottomarino che collega Mellitah a Gela. Nel 2025 le esportazioni libiche di gas verso l’Italia erano scese a circa un miliardo di metri cubi, contro 1,4 miliardi nel 2024, secondo dati citati da Reuters.

Perché conta per l’Italia

Per l’Italia il valore strategico è duplice. Eni consolida la propria posizione nel principale settore economico libico e interviene su un’infrastruttura collegata direttamente alla Sicilia. Allo stesso tempo, una maggiore disponibilità di gas per le centrali libiche può ridurre una delle cause che comprimono le esportazioni. L’effetto sulla sicurezza energetica italiana resterà comunque limitato finché non saranno noti i volumi realmente immessi in Greenstream e la continuità operativa degli impianti.

Che cosa monitorare

Da monitorare: la conclusione del collaudo, la produzione mensile del modulo, la quota assorbita dal mercato libico, l’eventuale aumento dei flussi a Gela e la stabilità politica e tecnica delle infrastrutture. Il progetto è operativo nella sua fase di avviamento; non dimostra ancora un incremento delle consegne all’Italia né consente di stimare un effetto sui prezzi del gas.

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