La dimostrazione annunciata il 21 ottobre
Il programma Combat Unmanned Ground System, CUGS, ha raggiunto la sua ultima grande tappa di dimostrazione. Lo ha annunciato Leonardo il 21 ottobre, descrivendo prove nelle quali sistemi terrestri e aerei di diversi partner hanno operato in tre scenari simulati. Il progetto è finanziato dall’Agenzia europea per la difesa e coordinato dal gruppo italiano. L’esito comunicato riguarda lo sviluppo e la validazione tecnologica: non è l’annuncio di un nuovo contratto di acquisto o di un dispiegamento in combattimento.
L’interoperabilità fra piattaforme
La dimostrazione ha riunito piattaforme differenti attorno a un’architettura comune e aperta. Fra i mezzi citati figurano il Lince VTLM-2 con torretta Hitrole e sistemi di partner europei, collegati a un posto di comando distante diversi chilometri. Il punto tecnico è l’interoperabilità: la possibilità che piattaforme sviluppate da soggetti diversi cooperino e condividano funzioni in un ambiente operativo complesso. È un problema distinto dalla sola prestazione del singolo veicolo.
Autonomia e supervisione umana
Le funzioni sperimentate comprendono navigazione, comunicazione, comando, cooperazione e gestione degli effettori. Leonardo descrive attività autonome di movimento e trattamento delle minacce simulate con il supporto dell’intelligenza artificiale e la supervisione continua di operatori umani, in grado di riprendere il controllo. Il riferimento al controllo umano è parte del funzionamento dichiarato. Non autorizza a interpretare la prova come un sistema che decide e agisce senza supervisione.
Il perimetro del progetto
Avviato nel 2023, CUGS coinvolge nove Stati e 28 partner industriali europei, con un budget di 35,5 milioni di euro e una durata prevista di 36 mesi. Le dimensioni del consorzio mostrano quanto la ricerca sulle capacità senza equipaggio richieda coordinamento fra piattaforme, sensori e comando. Il passaggio dalla dimostrazione a una capacità disponibile per le forze armate richiede però ulteriori decisioni su requisiti, affidabilità, manutenzione, formazione e acquisizione: aspetti che il comunicato non presenta come già conclusi.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia il coordinamento del progetto offre un ruolo nella definizione di tecnologie e interfacce della difesa terrestre europea. La cooperazione può accrescere competenze e opportunità industriali, mentre la compatibilità fra sistemi può ridurre problemi di integrazione. Il beneficio va valutato sui risultati tecnici e sulle scelte successive dei partecipanti. Una prova riuscita è un passaggio rilevante della ricerca; la sua trasformazione in capacità militare effettiva resta un percorso da seguire separatamente.


