Commesse e stato delle conferme

Il programma congiunto Leonardo–Rheinmetall per l’Esercito italiano torna al centro dell’attenzione con indiscrezioni su due commesse complessive da 3,7 miliardi di euro. Le forniture riguarderebbero mezzi da combattimento A2CS e nuovi carri armati. L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, non ha confermato la firma, mentre Rheinmetall non ha commentato.

La collaborazione industriale

L’iniziativa si inserisce nella collaborazione industriale annunciata nel 2024, basata su una joint venture paritetica. L’impostazione prevede sede legale a Roma e operativa a La Spezia. L’obiettivo originario comprende lo sviluppo del nuovo carro principale italiano e di una famiglia di mezzi per la fanteria, con prospettive anche sui mercati esteri.

Il piano industriale presentato alla nascita della collaborazione prevedeva in Italia il 60% delle attività. Assemblaggio finale, prove di omologazione, consegne e supporto logistico sono fra i passaggi indicati. A Leonardo erano attribuiti sistemi di missione, elettronica e integrazione degli armamenti, secondo i requisiti del cliente italiano.

Le capacità che restano in Italia

La posta in gioco supera il numero dei veicoli acquistati. Per un sistema terrestre conta la capacità di mantenerlo operativo, aggiornarne i sensori e garantire ricambi e addestramento per molti anni. Il luogo in cui si sviluppano e integrano queste funzioni incide sull’autonomia industriale e sulla possibilità di sostenere le forze armate durante una crisi.

La cooperazione con un partner tedesco può ampliare le capacità produttive e le possibilità di esportazione, ma il risultato dipende dalla ripartizione effettiva del lavoro e dagli ordini. Il valore riferito dalle indiscrezioni va quindi tenuto distinto da contratti pubblicamente confermati e dal costo complessivo dell’intero ammodernamento. Quantità, tempi di consegna e configurazioni saranno determinanti per valutarne la portata.

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