Leonardo sta sviluppando Michelangelo Dome come architettura di comando capace di collegare sensori e sistemi d'arma diversi in un'unica rete multidominio. L'obiettivo non è creare un singolo missile o radar, ma fare comunicare strumenti terrestri, aerei, navali, spaziali e cyber con una struttura di comando comune.
Il cuore del progetto è un sistema C2 aperto, pensato per ricevere dati da piattaforme differenti e assegnare rapidamente la risposta più adatta alla minaccia. La lezione ucraina ha mostrato che droni economici, missili da crociera e armi balistiche richiedono livelli di difesa diversi e una gestione molto rapida delle informazioni.
Nello strato più vicino rientrano artiglieria, sistemi anti-drone e intercettori destinati a coprire le distanze nelle quali le grandi batterie missilistiche sono meno efficienti. Più in alto, sistemi come SAMP/T NG e capacità sviluppate con MBDA devono contribuire alla difesa contro minacce più veloci e complesse.
La dimensione spaziale è destinata a crescere con nuovi satelliti per osservazione, comunicazioni e allerta. Collegare questi dati con radar terrestri e piattaforme operative permette di estendere il tempo disponibile per individuare una minaccia e scegliere il sistema di risposta.
L'Ucraina viene indicata come primo ambiente operativo nel quale sperimentare alcune componenti dell'architettura, mentre il percorso prevede verifiche in ambito NATO nel 2027. L'obiettivo industriale è arrivare a una piena interoperabilità europea entro la fine del decennio.
La sfida è anche economica. La domanda europea di difesa aerea e missilistica sta crescendo rapidamente e la capacità di offrire una piattaforma integratrice può valere più della vendita di singoli sistemi. Leonardo punta così a collocarsi nel livello che coordina sensori, effettori e software di più produttori.
Per l'Italia Michelangelo Dome è soprattutto un progetto di autonomia tecnologica dentro la NATO. Se riuscisse a diventare uno standard interoperabile, Roma potrebbe rafforzare il proprio ruolo nell'architettura di difesa europea, collegando industria nazionale, alleanze e nuova dimensione spaziale della sicurezza.
