Il viaggio di Antonio Tajani a New York apre una settimana diplomatica nella quale l’Italia prova a tenere insieme la gestione delle crisi immediate e la difesa di interessi strutturali europei. Il ministro degli Esteri partecipa dal 21 al 24 settembre all’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite e, nella prima giornata, presiede la riunione con i ministri dei Balcani occidentali e il gruppo degli “Amici dei Balcani Occidentali”.

Al tavolo sono attesi Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia e Slovenia. La presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola dà al confronto un peso che va oltre la diplomazia regionale: Roma vuole riportare l’allargamento tra le priorità politiche dell’Unione, mentre il vuoto di prospettiva europea rischia di ampliare lo spazio per influenze esterne.

Il programma prosegue con l’inaugurazione dell’ufficio SIMEST di New York e con il Consiglio Affari Esteri informale dell’Unione europea. Tajani intende sollecitare decisioni più rapide sulla crisi nel Mar Rosso e nello Yemen. La sicurezza della navigazione incide sui tempi e sui costi delle rotte verso il Mediterraneo, con conseguenze dirette per porti, imprese esportatrici e catene logistiche italiane.

La giornata include inoltre un colloquio con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio e la riunione dei ministri degli Esteri del G7. L’agenda annunciata comprende Ucraina, Medio Oriente, Indo-Pacifico, Sudan, Venezuela e Cuba: un quadro coerente con il tentativo italiano di collegare stabilità regionale, commercio e sicurezza economica attraverso i formati multilaterali.

Nei giorni successivi la delegazione italiana affronterà anche il sostegno all’Ucraina, la ricostruzione di Gaza e il rifinanziamento del partenariato globale per l’istruzione. La missione non ha quindi un unico dossier dominante: mostra piuttosto come Roma cerchi di presentarsi come punto di raccordo tra Europa, Mediterraneo allargato, Africa e relazione transatlantica.

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