Il Piano Casa e l’export delle competenze urbane vengono inseriti nella stessa strategia. Intervenendo il 2 ottobre al MAXXI di Roma, Antonio Tajani ha richiamato l’utilizzo di 60mila alloggi di edilizia popolare e la realizzazione di 100mila nuove unità destinate alla cosiddetta fascia grigia: famiglie con redditi troppo alti per l’edilizia sociale tradizionale, ma insufficienti per il mercato privato nelle aree più costose.
Il ministro ha collegato il costo delle costruzioni alla sicurezza delle materie prime. Ha citato l’intesa sui minerali critici firmata con gli Stati Uniti, un accordo analogo con l’Argentina e quello annunciato con la Repubblica Democratica del Congo. L’obiettivo è ridurre vulnerabilità che incidono sui prezzi e sulla continuità dei cantieri.
La filiera italiana ha già una forte esposizione internazionale. Secondo i dati illustrati alla conferenza, il 55,5% del fatturato delle imprese associate ad ANCE deriva dall’estero e le commesse in corso superano 116 miliardi di euro. La Farnesina intende coinvolgere più stabilmente il settore nelle missioni imprenditoriali, nei Business Forum e nelle iniziative di promozione.
Il progetto “Urbana – The Italian Hub for Resilient Cities”, previsto a Venezia durante la Biennale di Architettura 2027, dovrebbe diventare la vetrina comune di architettura, ingegneria, costruzioni e design. La sfida sarà trasformare una piattaforma promozionale in contratti, partenariati e presenza duratura sui mercati.
Effetti sull’Italia
Casa, rigenerazione urbana e competitività industriale si incontrano in una politica che può sostenere domanda interna e internazionalizzazione. Restano però da definire coperture, tempi e strumenti attuativi del Piano Casa. I numeri sugli alloggi indicano l’indirizzo politico; non descrivono ancora cantieri completati.
Da monitorare: misure di finanziamento, calendario degli interventi, accordo con la Repubblica Democratica del Congo e partecipazione delle imprese alle missioni economiche.



