Roma si prepara a ospitare dal 29 settembre al 2 ottobre il primo Forum Euromediterraneo dell’Acqua. L’appuntamento, presentato alla Farnesina da Antonio Tajani, dalla presidente del Comitato One Water Italy Maria Spena e dall’inviato speciale per le politiche internazionali dell’acqua Marco Rago, si terrà al centro congressi La Nuvola.
La scelta di trattare l’acqua come dossier geopolitico riflette una realtà sempre più evidente nel Mediterraneo. Siccità, crescita urbana, agricoltura intensiva, reti inefficienti e domanda energetica competono per la stessa risorsa. Le conseguenze incidono sui prezzi alimentari, sugli investimenti, sulla stabilità sociale e sulle relazioni tra Paesi che condividono bacini e falde.
Il Forum punta a riunire decisori pubblici, imprese, istituzioni finanziarie e specialisti. La dimensione economica sarà centrale, perché la sicurezza idrica richiede infrastrutture costose e di lungo periodo: reti di distribuzione, riduzione delle perdite, depurazione, riuso, desalinizzazione, monitoraggio digitale e protezione degli impianti critici.
Per l’Italia l’iniziativa offre una piattaforma diplomatica e industriale. Le imprese nazionali possono contribuire con tecnologie per il trattamento, la misura dei consumi, la gestione delle reti e la produzione energetica associata agli impianti. Roma può inoltre collegare cooperazione mediterranea, Piano Mattei e strumenti europei, evitando che i singoli progetti restino isolati.
Il rischio è che l’evento produca una dichiarazione generale senza priorità finanziarie verificabili. Per avere peso, il Forum dovrà far emergere progetti maturi, responsabilità chiare e fonti di finanziamento, distinguendo le soluzioni replicabili dalle proposte ancora sperimentali.
L’acqua è un bene essenziale, ma nel Mediterraneo è ormai anche una variabile di sicurezza. Portarla al centro di una conferenza internazionale a Roma può rafforzare il ruolo italiano soltanto se il dialogo viene tradotto in infrastrutture, cooperazione tecnica e regole condivise.
