La partecipazione italiana
L’8 ottobre si è aperto ad Abidjan il Salone internazionale dell’agroalimentare e dell’imballaggio, promosso dall’associazione ivoriana APECI. La Farnesina ne ha dato notizia il 9 ottobre. L’Italia partecipa con un padiglione ufficiale organizzato da ITA – Italian Trade Agency insieme a UCIMA, l’associazione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Lo spazio riunisce oltre venti imprese del settore.
Alla cerimonia di apertura erano presenti il ministro ivoriano del Commercio, dell’Industria e dell’Artigianato Ibrahim Kalil Konaté, rappresentanti di altre istituzioni locali, della FAO e del corpo diplomatico, tra cui l’ambasciatrice italiana Roberta Di Lecce. La presenza di aziende e istituzioni testimonia un’attività di promozione commerciale; il comunicato non annuncia intese finanziarie o ordini conclusi.
Filiera e interessi economici
La filiera dell’imballaggio attraversa agroalimentare, logistica e manifattura. Per la Costa d’Avorio, macchinari e competenze possono accompagnare la trasformazione locale dei prodotti. Per i produttori italiani, Abidjan è un mercato e un punto d’ingresso regionale. Konaté ha richiamato il carattere strategico di un settore che collega più filiere; Di Lecce ha ricordato il peso dell’industria italiana del packaging: secondo i dati da lei citati, il fatturato 2025 è vicino a 10,5 miliardi di euro e circa l’80% è destinato all’export. Sono cifre riferite dalla rappresentanza italiana, da attribuire come tali.
L’effetto economico della fiera andrà misurato in seguito attraverso progetti, contratti e capacità produttiva create. Una partecipazione numerosa non dimostra da sola un aumento già realizzato delle esportazioni verso la Costa d’Avorio.
Perché conta per l’Italia
La diplomazia economica cerca mercati e partenariati dove la manifattura italiana possiede competenze riconoscibili. Investire nelle relazioni con l’Africa occidentale può diversificare sbocchi commerciali e rafforzare la presenza italiana nelle filiere alimentari e industriali. La stabilità del rapporto dipenderà dalla continuità dei progetti, non dalla sola vetrina fieristica.



