Il 23 settembre, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e Alexander De Croo, amministratore dell’UNDP e managing director dell’UNCDF, hanno concordato di rafforzare la presenza delle due organizzazioni a Roma.

L’intesa prevede il potenziamento del Centro UNDP e l’avvio del trasferimento nella capitale di un numero significativo di posizioni dirigenziali dell’UNCDF, il fondo ONU specializzato nel mobilitare capitali pubblici e privati nei Paesi in via di sviluppo. Non si tratta ancora di un accordo operativo completo: calendario, organico e funzioni trasferite dovranno essere definiti nei passaggi successivi.

La base è già rilevante. Secondo la Farnesina, l’UNDP impiega a Roma quasi cento persone e il partenariato con l’Italia supera i 100 milioni di dollari. Sono inoltre in fase avanzata iniziative congiunte che coinvolgono UNDP, UNCDF e Cassa Depositi e Prestiti in Etiopia, Egitto e Palestina.

La scelta rafforza la strategia annunciata dal governo nel marzo 2026: fare di Roma un centro europeo per gli investimenti in Africa. La presenza di FAO, IFAD e Programma alimentare mondiale offre alla capitale un ecosistema multilaterale già consolidato, al quale si aggiungerebbe una componente finanziaria più marcata.

Perché conta per l’Italia: Il rafforzamento ONU accresce il peso diplomatico di Roma e può avvicinare istituzioni finanziarie, imprese e progetti collegati al Piano Mattei. La verifica decisiva sarà la capacità di trasformare l’intesa politica in programmi finanziati, trasparenti e misurabili nei Paesi partner.

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