Il risultato elettorale svedese non si è tradotto automaticamente in un governo. Magdalena Andersson ha comunicato il 28 settembre di non poter formare un esecutivo nelle condizioni attuali e ha rinunciato al tentativo. Il blocco di centrosinistra conta 176 seggi contro 173 del centrodestra, ma le tensioni fra le forze che dovrebbero sostenerlo hanno impedito di trasformare la maggioranza numerica in un accordo politico.
Il presidente del Parlamento Andreas Norlén deve proseguire i colloqui con i partiti; secondo Reuters è possibile che l’incarico passi al premier uscente Ulf Kristersson. Nessuno dei due schieramenti ha una strada semplice. Le regole svedesi prevedono ulteriori tentativi prima dell’eventuale ritorno alle urne: parlare già di nuove elezioni sarebbe prematuro.
La Svezia è un membro della NATO con un ruolo crescente nella sicurezza del Baltico e nell’industria europea della difesa. Lo stallo non cancella gli impegni internazionali del Paese, ma può rallentare scelte di bilancio e priorità del prossimo governo. Per i partner, Italia compresa, la variabile da seguire è quale maggioranza riuscirà a sostenere una linea stabile su difesa, energia e politica europea.



