Kaja Kallas ha rinunciato al lancio del nuovo gruppo di alto livello incaricato di proporre soluzioni rapide alle carenze della difesa europea. La decisione è arrivata a pochi giorni dall'annuncio e alla vigilia della prima riunione.
L'organismo avrebbe riunito ex leader politici e militari, con Anders Fogh Rasmussen indicato come possibile presidente. Il suo compito sarebbe stato elaborare idee per accelerare il rafforzamento delle capacità europee.
Diverse capitali hanno però contestato metodo e opportunità, temendo una duplicazione delle strutture esistenti e un'insufficiente consultazione dei governi nazionali.
La cancellazione riflette la competizione istituzionale tra Servizio europeo per l'azione esterna, Commissione e Stati membri. Tutti riconoscono le carenze militari, ma non concordano su chi debba guidare la risposta.
Per Kallas il passo indietro è politicamente pesante, perché arriva mentre il suo servizio diplomatico è già sotto pressione e Francia e Germania discutono una riforma degli equilibri della politica estera europea.
L'episodio mostra il paradosso dell'UE: maggiore è l'urgenza strategica, più diventa difficile creare nuovi centri decisionali senza scontrarsi con competenze e sovranità nazionali.
