La Russia ha condotto tra il 27 e il 28 settembre una nuova serie di attacchi contro diverse regioni dell’Ucraina, causando almeno cinque morti e numerosi feriti. Le vittime non si concentrano in un unico episodio: due persone sono state uccise nell’incendio provocato da un drone in un mercato di Sofiivska Borshchahivka, alla periferia occidentale di Kiev, mentre altri decessi sono stati segnalati in diverse zone del Paese.
Nella capitale un velivolo senza pilota ha colpito anche una stazione di servizio e altri impatti hanno interessato aree residenziali. Le autorità ucraine hanno descritto un attacco distribuito su più obiettivi, pensato per costringere le difese aeree a reagire contemporaneamente in diversi settori.
L’episodio più grave della notte successiva si è verificato a Kharkiv. Secondo il sindaco Ihor Terekhov, una bomba aerea guidata russa ha colpito un edificio residenziale, provocando 22 feriti, tra cui bambini. Il bilancio resta suscettibile di aggiornamenti, ma la dinamica conferma l’uso combinato di droni, missili e ordigni plananti contro una città che si trova a poche decine di chilometri dal confine russo.
La distinzione tra i diversi attacchi è importante: i cinque morti sono il bilancio complessivo comunicato dalle autorità ucraine per più località, mentre i 22 feriti si riferiscono al bombardamento di Kharkiv. Non risultano, al momento, cinque vittime nella sola città nord-orientale.
La campagna russa punta a mantenere una pressione continua. I droni più veloci e gli attacchi distribuiti durante l’intera giornata riducono il tempo di reazione, consumano intercettori e obbligano Kiev a impiegare sistemi costosi contro minacce relativamente economiche. Le bombe plananti aggiungono un ulteriore problema: possono essere sganciate a distanza da aerei che restano fuori dalla portata di molti sistemi ucraini.
L’avvicinarsi dell’inverno aumenta il valore strategico delle reti elettriche, dei depositi, della logistica e dei trasporti. Kiev continuerà quindi a chiedere Patriot, intercettori, radar e sistemi anti-drone, mentre è probabile che prosegua la campagna ucraina contro raffinerie e infrastrutture militari in territorio russo.
Per l’Europa, e quindi per l’Italia, il punto centrale è la sostenibilità della difesa aerea ucraina. La guerra continua a richiedere munizioni e sistemi in grandi quantità, con effetti sulle scorte nazionali, sulla produzione industriale della difesa e sulla postura NATO sul fianco orientale. Un’ulteriore escalation contro le infrastrutture energetiche avrebbe inoltre conseguenze sui mercati europei proprio all’inizio della stagione fredda.



