I ministri degli Esteri di Germania e Russia hanno tenuto a New York il primo incontro bilaterale dal 2022. Il colloquio tra Johann Wadephul e Sergei Lavrov, avvenuto il 26 settembre a margine dell’Assemblea generale dell’ONU, riapre un contatto politico congelato dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina.

L’incontro ha riguardato la guerra, i rapporti bilaterali e la sicurezza della navigazione nel Mar Nero. Wadephul ha ribadito la richiesta tedesca di un cessate il fuoco immediato e completo, con particolare attenzione alle esportazioni di cereali e alle infrastrutture energetiche.

Lavrov ha risposto di non aver ascoltato nulla che non fosse già contenuto nelle dichiarazioni pubbliche di Berlino. Sul Mar Nero ha sostenuto che Mosca discute con India, Egitto e Turchia possibili formule per la sicurezza della navigazione, attribuendo all’Ucraina la responsabilità degli attacchi.

La distanza resta evidente. La Germania è tra i principali sostenitori europei di Kyiv e ha irrigidito la propria posizione dopo una serie di incidenti attribuiti alla Russia e negati da Mosca. Le misure diplomatiche reciproche hanno ridotto ancora di più gli spazi di cooperazione.

Il valore del colloquio è quindi circoscritto ma reale. Canali limitati possono servire a gestire dossier specifici: grano, navigazione nel Mar Nero, infrastrutture energetiche e prevenzione di incidenti. Wadephul ha informato gli alleati europei e il ministro ucraino Andrii Sybiha, per evitare iniziative separate non coordinate.

Per l’Italia contano l’unità europea sul sostegno all’Ucraina e la riduzione dei rischi nel Mar Nero. Le esportazioni di cereali influenzano la sicurezza alimentare del Mediterraneo e dell’Africa; gli attacchi a porti e navi pesano su prezzi, assicurazioni e rotte. Il colloquio non è un disgelo e non ha prodotto accordi, ma riapre un canale da misurare sui risultati.

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