La decisione pronunciata a Roma il 28 settembre segna un passaggio giudiziario nel caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto con segni di tortura. Tre funzionari della sicurezza egiziana sono stati condannati in loro assenza a dieci anni di reclusione per il sequestro aggravato. Un quarto imputato è stato assolto. L’imputazione di omicidio nei confronti di uno degli accusati non si è conclusa con una condanna.
Questa distinzione è essenziale: la sentenza riguarda la responsabilità penale per il rapimento di tre imputati, non fornisce una soluzione giudiziaria completa per la morte di Regeni. Le motivazioni della decisione e gli eventuali ricorsi saranno decisivi per valutare nel dettaglio le ragioni della corte. La mancanza di piena cooperazione delle autorità egiziane, denunciata dagli inquirenti italiani, ha pesato sull’accertamento e sulla possibilità di assicurare gli imputati alla giustizia. Il Cairo ha negato il coinvolgimento dello Stato.



