La nuova guidance sugli ordini
Leonardo ha alzato a circa 29,5 miliardi di euro la previsione sugli ordini per il 2026, dai 28,2 miliardi indicati a luglio. È la seconda revisione al rialzo dell’anno. Nei primi nove mesi i nuovi ordini sono saliti del 27,8% a 23,3 miliardi, includendo il consolidamento di Iveco Defence Vehicles, mentre il portafoglio ha superato per la prima volta i 60 miliardi. A parità di perimetro, senza IDV, la crescita degli ordini è stata del 22,4%.
Ricavi e redditività in crescita
I risultati mostrano che l’espansione non dipende soltanto dall’acquisizione. I ricavi dei nove mesi sono arrivati a 15,3 miliardi, l’EBITA a circa 1,3 miliardi e il risultato netto rettificato a 812 milioni. Leonardo ha confermato le altre previsioni annuali: ricavi per circa 22,1 miliardi, EBITA per 2,21 miliardi, free operating cash flow per 1,37 miliardi e indebitamento netto intorno a 2,2 miliardi.
Il contributo di IDV
IDV rafforza il presidio nei sistemi terrestri e aggiunge circa sei miliardi al portafoglio. L’operazione ha comportato un esborso di circa 1,6 miliardi e contribuisce all’aumento del debito registrato a settembre. L’amministratore delegato Lorenzo Mariani indica ora come priorità la capacità di trasformare il portafoglio in produzione e consegne: è questo il passaggio che determinerà se la domanda record diventerà crescita sostenibile.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia l’interesse è diretto. Leonardo è un gruppo a controllo pubblico e uno dei perni della base industriale nazionale della difesa; l’integrazione di IDV amplia la filiera terrestre e si affianca alle joint venture con Rheinmetall e Baykar, al programma GCAP e alle attività spaziali. I dati non equivalgono però a nuovi contratti pubblici italiani già assegnati: descrivono ordini complessivi, backlog e previsioni aziendali.
Cosa monitorare
Da monitorare sono il ritmo delle consegne, l’integrazione operativa di IDV, l’evoluzione del debito e la capacità produttiva dei siti italiani. Contano anche la composizione geografica degli ordini, i programmi terrestri con Rheinmetall e l’effetto delle nuove spese europee per la difesa. Il portafoglio offre visibilità per oltre due anni e mezzo, ma aumenta allo stesso tempo la pressione su supply chain, personale e tempi di esecuzione.



