La missione italiana all’Assemblea generale delle Nazioni Unite si chiude con due dossier strettamente legati alla stabilità del Mediterraneo allargato: la soluzione dei due Stati e la sicurezza alimentare.
Antonio Tajani partecipa alla riunione dell’Alleanza globale per l’attuazione della soluzione dei due Stati. La posizione italiana combina il sostegno alla nascita di uno Stato palestinese con la sicurezza di Israele e con la necessità di costruire istituzioni palestinesi affidabili. Roma continua inoltre a sostenere gli sforzi per Gaza e il ruolo dei partner arabi moderati.
Nella stessa giornata Tajani co-presiede con il ministro degli Esteri croato Gordan Grlić-Radman una riunione nel formato MED9++ della Coalizione di Roma sui fertilizzanti. Fertilizzanti, energia e trasporti determinano la disponibilità e il prezzo del cibo, soprattutto nei Paesi importatori dell’Africa e del Medio Oriente.
Le crisi del Mar Nero, del Mar Rosso e dello Stretto di Hormuz hanno mostrato quanto le catene alimentari dipendano dalla libertà di navigazione e dalla stabilità energetica. La diplomazia italiana prova quindi a tenere insieme prevenzione dei conflitti e resilienza economica, usando la sicurezza alimentare come terreno di cooperazione con i Paesi più esposti.
Per l’Italia, instabilità politica, rincari dei fertilizzanti e insicurezza alimentare possono produrre nuove crisi sulla sponda sud del Mediterraneo, con effetti su commercio, migrazioni e sicurezza. L’obiettivo è intervenire a monte delle emergenze e rafforzare la funzione di ponte con Africa e Golfo.
