Il settore europeo degli elettrodomestici entra formalmente nel confronto sulle nuove politiche industriali dell’Unione. Al Consiglio Competitività del 24 settembre è stato discusso il non paper promosso dall’Italia con Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna.

I sei Paesi chiedono alla Commissione europea di riconoscere la rilevanza strategica del comparto e di elaborare un piano d’azione specifico su competitività, sicurezza degli approvvigionamenti e concorrenza asiatica.

Il ministro Adolfo Urso ha inserito l’iniziativa nel più ampio negoziato sul Made in Europe. Il dossier ha una ricaduta nazionale immediata: il Mimit ha convocato per il 5 ottobre un tavolo su Electrolux, presente in cinque regioni italiane.

Il passaggio politico è avvenuto, ma il contenuto del futuro piano d’azione non è ancora definito. Energia, difesa commerciale e incentivi agli investimenti restano i nodi principali.

Perché conta per l’Italia: il Paese conserva una filiera rilevante nel bianco, nella componentistica e nella meccanica. Le nuove regole europee possono incidere direttamente su investimenti, occupazione e costo dell’energia.

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