MBDA Italia ha presentato il proprio polo industriale campano nel sito produttivo di Pomigliano d’Arco, alla presenza del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, delle autorità locali e dei vertici di MBDA Italia e Leonardo.

L’iniziativa si inserisce nel rafforzamento della base industriale e tecnologica nazionale della difesa. In una fase di aumento della domanda europea, l’autonomia non dipende soltanto dai bilanci militari, ma dalla capacità di progettare, produrre, aggiornare e sostenere nel tempo sistemi complessi.

Pomigliano è strategica per la densità di competenze aerospaziali e manifatturiere già presenti in Campania. Un polo industriale può integrare grandi gruppi, piccole e medie imprese, università e centri di ricerca, aumentando la resilienza della filiera e riducendo dipendenze esterne nei segmenti più sensibili.

La presenza della Farnesina segnala anche la dimensione internazionale del progetto. L’industria della difesa vive di programmi multinazionali, autorizzazioni, cooperazione tecnologica ed export. Il sostegno istituzionale deve quindi tenere insieme competitività, sicurezza nazionale e rispetto dei vincoli sulle esportazioni.

Il valore economico per il territorio dipenderà dalla sostanza del piano industriale: volumi produttivi, investimenti, occupazione qualificata, rapporti con i fornitori e trasferimento tecnologico. La presentazione istituzionale conferma la direzione, ma non offre ancora un quadro pubblico completo di tempi, capacità e ricadute.

Per l’Italia, il polo campano è un tassello della più ampia partita europea sulla capacità produttiva della difesa. La domanda cresce, ma senza coordinamento tra Paesi il rischio è duplicare programmi e aumentare i costi. Il vantaggio italiano sarà maggiore se le competenze campane entreranno stabilmente nelle catene europee e nei programmi comuni.

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