Il risultato del primo turno

La Bulgaria tornerà alle urne il 1° novembre per scegliere il presidente. Con il 95% dei voti scrutinati, la presidente ad interim Iliana Iotova era al 34,6% e l’ex premier tecnico Andrey Gyurov al 32%, secondo i dati ufficiali ripresi da Reuters il 26 ottobre. Nessuno ha raggiunto la maggioranza necessaria; il dato definitivo potrà variare con il completamento dello scrutinio, senza cambiare il passaggio al ballottaggio.

Il peso della presidenza

La partecipazione, intorno al 22%, è stata indicata come la più bassa mai registrata per una presidenziale bulgara. Il capo dello Stato dispone di poteri più limitati rispetto al governo, ma guida formalmente le forze armate, può rinviare leggi al Parlamento, firma trattati e nomina gli ambasciatori. La contesa ha quindi un peso politico superiore alla sola funzione cerimoniale.

Due linee sulla guerra

Iotova, sostenuta dalla maggioranza del premier Rumen Radev, insiste su una soluzione negoziale alla guerra in Ucraina e su relazioni meno conflittuali con Mosca. Gyurov, sostenuto dai partiti riformisti filoeuropei, rivendica il profilo di alleato affidabile della NATO e il sostegno a Kyiv. Sono differenze politiche dichiarate: il voto del primo turno non ha ancora scelto quale linea prevarrà.

Il fattore Mar Nero

Il contesto di sicurezza è diventato centrale dopo gli attacchi contro navi mercantili nel Mar Nero, sui quali Sofia ha evitato un’attribuzione definitiva pur chiedendo assistenza agli alleati. Il ballottaggio riguarda quindi anche la risposta di un Paese UE e NATO a una guerra che ha raggiunto le sue rotte marittime e ha aumentato i costi di protezione della costa.

Il rilievo per l’Italia

Per l’Italia il dossier interessa il fianco sudorientale dell’Alleanza e i collegamenti fra Mar Nero e Mediterraneo. Non risultano nuovi impegni italiani derivanti dal voto. Da monitorare sono l’affluenza del secondo turno, le garanzie sulla sicurezza marittima e l’eventuale uso dei poteri presidenziali nei rapporti con UE, NATO e Ucraina.

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