L’obiettivo del vertice di dicembre

I leader dell’Unione europea puntano a nominare il successore di Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea durante il vertice del 17 e 18 dicembre. Lo ha riferito un alto funzionario dell’eurozona coinvolto nella preparazione del dossier. Lagarde ha annunciato che lascerà il 7 febbraio 2027, alcuni mesi prima della scadenza formale del mandato.

Le candidature

I governi dell’eurozona devono presentare le candidature entro venerdì 6 novembre. I ministri finanziari faranno un primo punto il 9 novembre, ma non è previsto automaticamente che scelgano già un nome. I Paesi Bassi hanno indicato l’ex governatore Klaas Knot; la Spagna potrebbe proporre Pablo Hernández de Cos, oggi alla guida della Banca dei regolamenti internazionali. Altri candidati restano possibili.

La procedura e il calendario

La procedura prevede una raccomandazione formale dei ministri, il parere della BCE e la consultazione del Parlamento europeo, che non dispone di un veto sulla nomina. La decisione finale spetta ai leader dell’UE. Il calendario è stretto e, se i passaggi non si chiudessero in dicembre, la nomina potrebbe slittare a gennaio. Il negoziato potrebbe includere anche i successori di Isabel Schnabel e Philip Lane nel Comitato esecutivo.

L’interesse italiano

Per l’Italia l’interesse è diretto ma non va forzato. La presidenza della BCE influenza l’indirizzo della comunicazione e la costruzione del consenso su tassi, bilancio e stabilità finanziaria; la politica monetaria resta però collegiale. Una nomina non implica automaticamente una svolta sui tassi o sugli acquisti di titoli. Per Roma conteranno soprattutto la composizione complessiva del Comitato e l’orientamento sui rischi di debito e inflazione.

Cosa monitorare

Da monitorare sono la lista ufficiale dei candidati, l’eventuale convergenza politica prima dell’Eurogruppo e il pacchetto sulle tre posizioni nel Comitato esecutivo. Peseranno anche gli equilibri geografici e di genere. Fino alla raccomandazione formale, Knot e Hernández de Cos vanno considerati candidati o possibili candidati, non favoriti certi né presidenti designati.

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