La decisione di Vienna
Il ministero degli Esteri austriaco ha annunciato il 23 ottobre l’espulsione di quattro diplomatici russi. Le autorità li hanno dichiarati persone non gradite per attività ritenute incompatibili con il loro status diplomatico. Tre appartengono all’ambasciata russa; il quarto opera presso la delegazione di Mosca all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, nell’ambito della sicurezza militare e del controllo degli armamenti. La decisione è attribuita alle risultanze degli organi di sicurezza austriaci.
Sospetti e responsabilità
La formula impiegata viene normalmente utilizzata nei casi di sospetto spionaggio, ma non equivale a una condanna penale. I dettagli delle attività contestate non sono stati resi pubblici nel resoconto disponibile. L’episodio va quindi descritto come una misura diplomatica adottata dal governo austriaco, conservando l’attribuzione delle accuse alle autorità nazionali.
Un nodo della diplomazia europea
Vienna ospita organizzazioni internazionali e numerose rappresentanze straniere: la protezione delle comunicazioni e il confine fra attività diplomatiche e raccolta informativa costituiscono un tema di sicurezza. Per valutare le conseguenze del provvedimento occorrerà distinguere eventuali contromisure russe dall’operatività dei canali multilaterali. Non emerge dall’annuncio una rottura delle relazioni diplomatiche o una sospensione delle attività dell’OSCE.



