L’ipotesi annunciata dal consigliere
La Turchia potrebbe anticipare le elezioni presidenziali e parlamentari al marzo o all’aprile 2028. A prospettarlo il 15 ottobre è stato Mehmet Uçum, consigliere del presidente Recep Tayyip Erdoğan. La dichiarazione riportata da Reuters e dai media turchi rilancia una possibilità già discussa nelle settimane precedenti. Non è stata annunciata una deliberazione del Parlamento che fissi il nuovo calendario: l’ipotesi politica va distinta dalla convocazione formale del voto.
Che cosa prevede l’articolo 116
Il passaggio decisivo è l’articolo 116 della Costituzione. Se il Parlamento decide di rinnovare le elezioni durante il secondo mandato del presidente, il capo dello Stato può candidarsi ancora. La decisione richiede i tre quinti dei deputati, cioè 360 voti su 600. La disposizione prevede che elezioni parlamentari e presidenziali si tengano insieme. Anche il presidente può disporre il rinnovo delle elezioni, ma la specifica eccezione alla limitazione dei mandati è collegata, nel testo costituzionale, alla decisione dell’Assemblea. Chi promuove e approva l’anticipo è quindi determinante.
I numeri necessari in Parlamento
Secondo Reuters, al 15 ottobre l’AKP e i suoi alleati disponevano di 331 seggi: per raggiungere la soglia ne servirebbero altri 29. È la fotografia parlamentare indicata dall’agenzia, non una previsione sulla composizione dell’aula nel 2028. La prospettiva apre uno spazio di negoziazione con altre forze politiche. Il consenso necessario non riguarda soltanto la data: può incidere sulle condizioni del confronto tra maggioranza e opposizioni. Uçum aveva già evocato un anticipo in settembre; la novità di ottobre è il rilancio pubblico della finestra marzo–aprile, non l’avvenuta soluzione del problema dei numeri.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia, il calendario politico turco conta nel rapporto con un interlocutore del Mediterraneo e della NATO. Da questa dichiarazione non discende però alcuna modifica già decisa degli accordi con Roma. L’interesse concreto è capire con quale continuità e con quali vincoli interni Ankara affronterà le relazioni regionali. La lettura politica è che un anticipo limitato nel tempo può avere un effetto istituzionale più rilevante del semplice spostamento di alcune settimane. I riscontri decisivi saranno una proposta parlamentare, i voti disponibili e l’atto di convocazione; fino ad allora non si può presentare né la data né una nuova candidatura come definitivamente acquisite.



