Il bilancio alla fine dei sette mesi
L’ora legale ha consentito nel 2026 un minor consumo di elettricità di circa 300 milioni di kilowattora, con un risparmio economico stimato superiore a 90 milioni di euro. È il bilancio diffuso da Terna il 23 ottobre, alla vigilia del ritorno all’ora solare. Il periodo considerato va dal 29 marzo al 25 ottobre. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica associata ai minori consumi è stimata intorno a 140 mila tonnellate.
Come leggere la stima
Il dato monetario dipende anche dal valore attribuito all’energia risparmiata. Terna considera per il periodo un costo medio di 31,4 centesimi per kilowattora, imposte comprese, riferito al cliente domestico tipo in maggior tutela secondo i dati ARERA. Non è quindi un accredito individuale uguale per ogni famiglia. Consumi, contratti e abitudini determinano il risultato per ciascuna utenza; il numero nazionale serve a descrivere l’effetto aggregato.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia il punto strategico è il contributo dell’efficienza alla domanda energetica: usare meno elettricità per ottenere lo stesso servizio riduce il fabbisogno da soddisfare. Questo bilancio non quantifica però una corrispondente riduzione delle importazioni di gas o di elettricità, che dipende dal funzionamento del sistema nelle singole ore. Il risparmio dei sette mesi non va neppure esteso automaticamente a un’ipotetica applicazione dell’ora legale durante tutto l’anno: sarebbe un confronto diverso, con altre condizioni di luce e consumo.
Il cambio nella notte
Nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette tornano dalle 3 alle 2. Per Terna, dal 2004 al 2026 l’effetto cumulato dell’ora legale supera 12,3 miliardi di kilowattora, per circa 2,4 miliardi di euro. È una misura di lungo periodo, distinta dal risultato del solo 2026.



