La decisione del 7 ottobre
I governi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno sostenuto il 7 ottobre l’accelerazione dei rilasci di scorte annunciati a marzo. L’AIE indica anche la priorità al diesel, dove il mercato è particolarmente teso.
Il comunicato precisa che circa 325 milioni di barili sono già stati rilasciati e che completare gli impegni ancora pendenti porterebbe circa 100 milioni di barili aggiuntivi sul mercato. Non è l’annuncio di un nuovo programma separato da quello di marzo.
Le scorte pubbliche residue ammontano a circa 1,1 miliardi di barili, inclusi oltre 200 milioni di diesel. L’Agenzia si dichiara pronta a ulteriori interventi se necessari, mentre continua a monitorare gli effetti della crisi di Hormuz.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia: il diesel pesa su autotrasporto, agricoltura e logistica. Un aumento dell’offerta può attenuare la tensione, ma non garantisce da solo un calo immediato dei prezzi: restano decisivi tempi di consegna e condizioni del mercato.
La decisione del 15 ottobre
Il 15 ottobre il consiglio direttivo dell’AIE ha deciso di accelerare i volumi ancora da rilasciare, con piani che includono oltre 20 milioni di barili di diesel il prima possibile. L’Agenzia indica circa 330 milioni di barili già immessi e circa 100 milioni ancora da consegnare nell’ambito dell’azione di marzo. Alcuni Paesi hanno superato o intendono superare gli impegni iniziali. Non si tratta di cento milioni di barili di solo diesel.
Il mercato resta fragile
Il rapporto mensile AIE del 14 ottobre prevede tensioni sui distillati anche nel 2027. A settembre le esportazioni globali di diesel erano inferiori di circa 700 mila barili al giorno rispetto a un anno prima. Il recupero della produzione di greggio non risolve necessariamente il problema dei prodotti raffinati: contano gli impianti operativi, le rese di lavorazione e la possibilità di trasportare il carburante ai mercati che ne hanno bisogno.
Scorte e capacità produttiva
Sul piano dell’analisi, utilizzare le riserve significa guadagnare tempo. La misura può sostenere l’offerta nell’emergenza, mentre ricostituire gli inventari richiede un miglioramento duraturo del rapporto fra produzione e consumi. Per valutare gli effetti sul prezzo italiano bisognerà osservare volumi consegnati, tempi, logistica e margini di distribuzione. L’annuncio non garantisce uno sconto immediato alla pompa. L’indicatore decisivo è la disponibilità effettiva di prodotto, insieme alla stabilità delle rotte di approvvigionamento.



