Il fatto
L'8 ottobre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riferito di una visita con il Ministero dell'Ambiente e il supporto tecnico di ISPRA a tre siti sardi: Monteponi, Portovesme e Silius. La Regione Sardegna e i ministeri hanno riaperto il confronto sui progetti di estrazione, trasformazione e recupero di materie prime. L'iniziativa rientra nell'attuazione del Programma nazionale di esplorazione, ma il comunicato non presenta un unico piano già autorizzato e operativo per tutti i siti.
A Monteponi si studia il recupero di residui minerari; Portovesme ospita un polo metallurgico attivo e ipotesi di riciclo di batterie al litio e recupero di bismuto; a Silius sono in corso adeguamenti per riaprire la miniera. Il Mimit afferma che Silius potrebbe coprire il 4% del fabbisogno UE di fluorite. Il progetto URBES, finanziato dal PNRR, guarda anche ai residui minerari sardi stimati dal ministero in circa 70 milioni di metri cubi. Sono potenzialità e stime ufficiali, non produzione già realizzata. Le imprese chiedono migliori infrastrutture logistiche e minori costi energetici; la bonifica ambientale resta un vincolo centrale.
Perché conta per l’Italia
L'accesso a materie prime e capacità di raffinazione o riciclo è parte della sicurezza industriale europea. La Sardegna può avere un ruolo, ma il valore strategico dipende da sostenibilità ambientale, costi, autorizzazioni e filiere a valle. La visita istituzionale apre il confronto: le prossime verifiche dovranno riguardare stato dei singoli progetti, investimenti e tempi reali.



