Il parlamento moldavo ha approvato uno stato d'emergenza di sessanta giorni, in vigore dal 26 settembre, per gestire la pressione combinata sulla disponibilità d'acqua e sul sistema energetico.
La siccità ha ridotto riserve e produzione idroelettrica, mentre i costi di importazione dell'energia restano elevati. Le autorità potranno accelerare acquisti, redistribuire risorse e imporre misure di risparmio.
La Moldova è particolarmente vulnerabile perché dipende dalle importazioni e affronta da anni pressioni sulle forniture. Il governo dovrà bilanciare sicurezza energetica, prezzi socialmente sostenibili e regole di emergenza trasparenti.
La crisi mostra come clima e geopolitica possano rafforzarsi a vicenda nei Paesi con infrastrutture fragili e limitate alternative di approvvigionamento.
