Il 6 ottobre 2026 l'Italia ha organizzato a Roma una riunione del Moldova Core Group a livello tecnico tra Esteri e Difesa. Ad aprire i lavori è stato il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli. Hanno partecipato rappresentanti della Moldova, di Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Regno Unito e Stati Uniti. Il formato serve a coordinare il sostegno internazionale alla sicurezza e alla stabilità moldova; il comunicato italiano non annuncia un nuovo patto di difesa né un ingresso imminente nell'Unione europea.

La prima sessione ha esaminato le minacce ibride attribuite alla Russia, con attenzione agli attacchi informatici e all'impiego di droni, oltre alla situazione politica e umanitaria in Transnistria. L'uso di strumenti diversi dalla pressione militare convenzionale rende più complesso difendere reti, istituzioni e informazione pubblica. Il riferimento alla Transnistria segnala che la vulnerabilità moldova riguarda anche un territorio separato dal controllo di Chișinău.

La seconda sessione si è concentrata sulla sicurezza energetica. Secondo la Farnesina, l'Italia ha impegnato 34 milioni di euro negli ultimi due anni in iniziative di cooperazione destinate alla resilienza moldova e alla riduzione delle vulnerabilità del settore. Il comunicato non dettaglia qui il calendario di ciascun progetto né i risultati già raggiunti: finanziamento e impatto misurabile devono restare distinti.

Le ricadute per l’Italia

Roma collega il sostegno al percorso europeo della Moldova con la sicurezza dell'Europa orientale. Attacchi cyber, droni e fragilità energetica possono generare instabilità ai confini dell'Unione. Il dato da seguire dopo la riunione è l'attuazione dei progetti e l'effettivo coordinamento tra partner, non soltanto la presenza al tavolo.

Condividi