Un elicottero militare russo Mi-8 proveniente dall’exclave di Kaliningrad è entrato il 23 settembre nello spazio aereo polacco, rimanendo per 42 secondi nel territorio di un Paese NATO.

Il Comando operativo delle Forze armate polacche ha riferito una penetrazione massima di circa 300 metri. Varsavia ha fatto decollare i propri caccia e posto in stato di allerta le unità di difesa terrestre. Non sono stati segnalati danni.

Il comando polacco ha valutato che la violazione potrebbe essere stata un test della prontezza difensiva. Questa resta però un’interpretazione di Varsavia: non esiste una prova pubblica di un’intenzione russa deliberata e Mosca non aveva fornito una risposta immediata.

Il rischio principale è che episodi ripetuti producano un errore di calcolo o una risposta militare non prevista, in una fase già segnata da incursioni, sabotaggi e cyberattacchi attribuiti alla Russia.

La questione riguarda direttamente l’Italia, che partecipa alle attività NATO di sorveglianza e difesa aerea sul fianco orientale. Un irrigidimento delle procedure di intercettazione può coinvolgere mezzi e personale italiani.

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