Il Parlamento lituano ha approvato il primo voto per modificare l’articolo 137 della Costituzione, che vieta sul territorio nazionale le armi di distruzione di massa e le basi militari straniere. Il risultato del 6 ottobre è stato di 106 favorevoli, 18 contrari e sei astenuti.

La procedura non è conclusa. Una modifica costituzionale richiede due deliberazioni, separate da almeno tre mesi, e una maggioranza qualificata di almeno 94 deputati su 141. Il secondo passaggio è previsto per il 12 gennaio 2027.

La proposta interviene sulla cornice giuridica della presenza militare alleata. La sua approvazione definitiva allargherebbe le possibilità consentite dall’ordinamento lituano; la scelta concreta di ospitare sistemi, infrastrutture o personale richiederebbe ulteriori decisioni.

Il contesto e i prossimi passaggi

Il tema nucleare attira l’attenzione perché coinvolge la deterrenza della NATO e il confronto con Mosca. Tuttavia un voto che rimuove un divieto non costituisce da solo un accordo di schieramento, una consegna di armi o l’adesione a uno specifico programma militare.

Anche il riferimento alle basi straniere merita attenzione. La proposta riguarda due divieti contenuti nello stesso articolo, con effetti potenziali sulla struttura della difesa e sugli accordi con gli alleati. Ridurre la notizia al solo arrivo di testate nucleari anticiperebbe una decisione che le fonti non documentano.

Nei prossimi mesi il punto da seguire sarà quindi il completamento dell’iter: testo sottoposto alla seconda votazione, maggioranza disponibile ed eventuali accordi successivi. La distanza tra possibilità costituzionale e decisione operativa è essenziale per interpretare il cambiamento senza confondere le diverse fasi.

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