La Russia ha colpito Kiev con due attacchi distinti tra il 23 e il 24 settembre, aggravando il bilancio delle vittime e allontanando la prospettiva di una tregua sulle infrastrutture energetiche.
La prima ondata ha impiegato numerosi droni, compresi modelli a reazione più veloci e difficili da intercettare. Secondo le autorità ucraine ha causato due morti e 45 feriti, colpendo infrastrutture ferroviarie, magazzini e due stazioni di servizio.
Nelle prime ore del 24 settembre è seguito un secondo attacco. L’aeronautica ucraina ha riferito l’impiego di missili balistici e ipersonici, oltre a 282 droni. Il bombardamento ha provocato almeno altri due morti e otto feriti e ha danneggiato una maternità, una clinica, abitazioni e un ufficio postale.
La sequenza arriva dopo il colloquio Trump-Zelensky sulla possibilità di sospendere reciprocamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Nessun accordo è stato raggiunto e Mosca ha ribadito di voler perseguire gli obiettivi della guerra.
Per l’Italia e gli alleati europei cresce la pressione sulle scorte di Patriot e sistemi anti-drone. Polonia e Romania hanno fatto decollare caccia durante la prima ondata per proteggere i propri cieli. Gli attacchi e il bilancio sono confermati; le intenzioni future delle parti restano dichiarazioni politiche o valutazioni operative.
