L’annuncio al Senato
L’Italia ha preparato il tredicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. Il ministro della Difesa Guido Crosetto lo ha comunicato il 5 novembre al Senato, precisando che il provvedimento sarà presentato al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica la prossima settimana. Il passaggio al Copasir è atteso il 10 novembre. È il primo pacchetto italiano annunciato nel 2026.
Contenuti classificati
La composizione resta classificata, come per i decreti precedenti. Reuters riferisce, citando due fonti informate, che il pacchetto potrebbe comprendere intercettori Aster per il sistema antiaereo SAMP/T. Si tratta di un’indicazione attribuita a fonti anonime, non di un contenuto confermato ufficialmente. Crosetto ha detto che Roma continuerà a sostenere Kyiv, ma ha anche ribadito la necessità di evitare un allargamento della guerra.
La proroga al 2027
Il ministro ha inoltre indicato l’intenzione del governo di prorogare al 2027 l’autorizzazione parlamentare che consente di trasferire materiali militari all’Ucraina. La decisione dovrà confrontarsi con le differenze interne alla maggioranza: la Lega ha espresso più volte riserve sulla prosecuzione delle forniture, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia sostengono la linea di assistenza a Kyiv. Il decreto non equivale ancora alla consegna dei sistemi, che dipenderà dai passaggi istituzionali e dalla disponibilità delle scorte.
Perché conta per l’Italia
Per l’Italia l’interesse è diretto. L’eventuale invio di intercettori inciderebbe su una categoria di munizioni ad alta domanda per la difesa aerea europea e ucraina. Il dato strategico è la continuità dell’impegno italiano, accompagnata però da un dibattito sulla sostenibilità delle scorte nazionali e sul loro reintegro industriale. Non sono pubblici né il valore del pacchetto né il calendario delle consegne.
Cosa monitorare
Da monitorare sono l’audizione al Copasir, il testo della proroga al 2027 e le eventuali indicazioni ufficiali sulle categorie di materiali. Saranno rilevanti anche le posizioni dei partiti di maggioranza, i tempi di produzione degli Aster e l’integrazione con gli impegni NATO ed europei. Fino a nuove comunicazioni, i missili vanno considerati una possibilità riportata da fonti, non un elemento accertato del decreto.



