Tra 400 e 500 licei francesi sono interessati da chiusure totali o parziali lunedì 5 ottobre, secondo le indicazioni del ministro dell'Istruzione Édouard Geffray. La sospensione delle lezioni è motivata dall'impossibilità di garantire condizioni di sicurezza in diversi istituti dopo le proteste studentesche. Il numero è una stima ministeriale e potrà cambiare nel corso della giornata.

Le mobilitazioni riguardano carenze di personale, condizioni degli edifici e risorse per l'istruzione. In alcuni casi sono sfociate in scontri e danneggiamenti: il ministero ha riferito che 24 scuole sono state incendiate o saccheggiate. Il governo distingue le richieste degli studenti dagli atti violenti; organizzazioni sindacali e forze politiche discutono la risposta della polizia e il finanziamento del sistema scolastico.

La vicenda è diventata una prova politica per l'esecutivo francese. La riapertura dipenderà dalla sicurezza degli edifici e del personale, mentre la soluzione delle cause della protesta richiederà decisioni su organici, investimenti e dialogo con gli studenti.

Per il 6 ottobre è prevista una nuova giornata nazionale di mobilitazione. La distinzione fra istituti bloccati dagli studenti, edifici danneggiati e chiusure disposte per sicurezza è essenziale: il numero complessivo non descrive una stessa situazione in tutte le scuole. La riapertura parziale annunciata dal ministro dovrà essere verificata istituto per istituto.

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