Milorad Dodik ha rivendicato il successo del proprio partito nelle elezioni bosniache del 4 ottobre. Con lo scrutinio ancora in corso, la sua alleata Željka Cvijanović risultava avanti per il seggio serbo della presidenza tripartita. Dodik non era candidato: una condanna gli impedisce di ricoprire incarichi pubblici. La sua influenza politica resta però centrale nella Republika Srpska. Nel resoconto del 5 ottobre, Euronews indica Cvijanović nettamente avanti con il 95% delle schede scrutinate.

Il voto ha riguardato istituzioni costruite sugli accordi di Dayton, con rappresentanza separata delle principali comunità del Paese. I risultati parziali e le dichiarazioni dei partiti non devono essere scambiati per proclamazioni definitive della commissione elettorale. Altri candidati erano in testa per i seggi bosgnacco e croato, in una tornata segnata da bassa affluenza e problemi tecnici in alcuni seggi.

La retorica separatista di Dodik continua a mettere sotto pressione le istituzioni comuni. Per l'Unione europea il punto sarà se le nuove maggioranze favoriranno riforme e cooperazione oppure approfondiranno lo stallo che rallenta il percorso di adesione della Bosnia.

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