Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito assolutamente vergognosa la sparatoria avvenuta a Kiev tra uomini del servizio di sicurezza interno SBU e personale collegato all'intelligence militare GUR. L'episodio ha lasciato tre feriti secondo le prime ricostruzioni e ha aperto un caso sulla disciplina degli apparati in tempo di guerra.

Il confronto sarebbe avvenuto durante un'operazione dell'unità speciale Alpha dell'SBU in un edificio dove si trovavano membri del Corpo dei volontari russi, formazione anti-Cremlino che combatte al fianco dell'Ucraina sotto il coordinamento dell'intelligence militare. La dinamica e le responsabilità restano oggetto d'indagine.

Al centro del caso compare Stepan Kaplunov, vicecomandante della formazione russa. Secondo una versione, l'SBU stava contrastando un piano attribuito ai servizi russi; secondo altre ricostruzioni, il conflitto sarebbe nato dal fermo del comandante e dalla reazione di personale vicino al GUR. Le narrazioni non coincidono e richiedono verifiche indipendenti.

Zelensky ha chiesto alla Procura generale e all'Ufficio investigativo statale di stabilire tutti i fatti e ha ordinato controlli interni ai due servizi. Il presidente ha ribadito che le armi devono essere rivolte contro gli occupanti, non tra uomini che operano per la difesa del Paese.

Nelle ore successive è stato rimosso un alto funzionario dell'SBU, Oleh Khramov, anche se non è stata resa pubblica una relazione diretta e definitiva tra il provvedimento e la sparatoria. Il nodo più ampio riguarda i confini operativi e la catena di comando di apparati cresciuti in potere e autonomia dopo il 2022.

In una fase segnata dagli attacchi russi e dalla pressione sul fronte, uno scontro armato tra servizi rischia di danneggiare coesione, fiducia e sicurezza delle operazioni. L'inchiesta dovrà chiarire il singolo episodio, ma anche impedire che rivalità e sovrapposizioni si trasformino in un problema strategico per Kiev.

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