Xi Jinping ha presentato iniziative su commercio dei servizi, intelligenza artificiale, finanza e zone economiche speciali. Il gruppo allargato comprende oggi nuovi membri e una rete crescente di Paesi partner.

India, Cina e Russia condividono l’obiettivo di dare maggiore peso alle economie non occidentali, pur mantenendo interessi e rivalità differenti. La capacità di trasformare le dichiarazioni comuni in strumenti concreti resta il principale banco di prova.

La competizione riguarda anche gli standard tecnologici, i sistemi di pagamento e l’uso delle valute nazionali negli scambi. Pechino punta a fare dei BRICS un moltiplicatore della propria influenza economica.

Perché conta per l’Italia: molti Paesi BRICS sono mercati importanti per le esportazioni italiane e nodi delle catene energetiche e industriali. Roma deve difendere il coordinamento europeo senza rinunciare a relazioni economiche selettive.

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