Il Parlamento europeo ha approvato il 7 ottobre una risoluzione che chiede una risposta più incisiva alla coercizione economica cinese e al sostegno di Pechino alla Russia. Il testo è passato con 454 voti favorevoli e 86 contrari, secondo Euronews.

Gli eurodeputati invitano a considerare lo strumento europeo anti-coercizione qualora la dipendenza dalle materie prime critiche venga usata per esercitare pressioni. La risoluzione esprime un indirizzo politico: non equivale all’attivazione automatica dello strumento né all’introduzione immediata di dazi.

Il nodo è la vulnerabilità delle filiere europee. Ridurre una dipendenza richiede fornitori alternativi, lavorazione delle materie prime e investimenti industriali, oltre a eventuali risposte commerciali.

Perché conta per l’Italia

Per l’Italia: automotive, elettronica e tecnologie energetiche dipendono da componenti e materiali importati. Una maggiore diversificazione può rafforzare la sicurezza economica, ma comporta tempi e costi che le imprese devono valutare.

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