La Commissione europea ha presentato una revisione complessiva delle regole sugli appalti pubblici, con l'obiettivo di unificare tre direttive, ridurre gli adempimenti e creare una piattaforma digitale comune per le gare nell'Unione.
Il progetto consente alle amministrazioni di privilegiare fornitori europei nei settori strategici e di limitare offerte provenienti da Paesi che non garantiscono reciprocità. Non introduce però un obbligo generalizzato di acquistare europeo.
Gli appalti pubblici valgono circa il 15% del PIL dell'UE, pari a 2,5–2,6 mila miliardi di euro l'anno. Sicurezza delle infrastrutture, cybersicurezza, resilienza delle catene di fornitura e influenza straniera diventano criteri espliciti nelle decisioni.
La proposta dovrà essere negoziata con Parlamento europeo e governi nazionali. Il confronto opporrà la ricerca di autonomia industriale al rischio di protezionismo, costi più elevati e tensioni commerciali con la Cina e altri partner.
