La vicepresidente di Taiwan Hsiao Bi-khim è arrivata in Italia per partecipare alla Ventotene Conference for Freedom and Democracy, aperta il 10 settembre e in programma fino al 12. Con lei viaggia il ministro degli Esteri Lin Chia-lung. La presidenza taiwanese ha confermato l’invito al forum, in una visita europea rara per un’esponente di questo livello.
Il ministero degli Esteri cinese ha reagito presentando solenni rimostranze all’Italia e all’Unione europea. Roma mantiene relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese e non con Taiwan; secondo fonti citate da Reuters, non sono previsti incontri della delegazione né con il ministro Antonio Tajani né a Palazzo Chigi.
Italia e Taiwan mantengono uffici di rappresentanza de facto e collegamenti aerei diretti. Il rapporto resta sensibile: alle opportunità economiche e tecnologiche, in particolare nelle filiere dei semiconduttori, si affiancano la politica europea di una sola Cina e l’interesse a evitare un’escalation nello Stretto.
Perché conta per l’Italia: la visita obbliga Roma a gestire l’equilibrio tra dialogo con Pechino, rapporti non ufficiali con Taipei e libertà politica nello spazio europeo. Una crisi nello Stretto avrebbe ricadute immediate su chip, commercio marittimo e catene del valore italiane.
