Il Congresso dei deputati spagnolo ha approvato con 168 voti favorevoli, 31 contrari e 145 astensioni una proposta di legge per concedere la cittadinanza ai saharawi nati nel Sahara Occidentale prima del 29 settembre 1977, anche se residenti fuori dalla Spagna. Il testo consente inoltre ai discendenti di primo grado di accedere alla nazionalità attraverso una procedura dedicata.
La misura deve ancora essere approvata dal Senato e non è quindi in vigore. Se promulgata, le domande per carta di natura potranno essere presentate gratuitamente per tre anni dall’entrata in vigore, con possibile proroga di un anno; i figli dei nuovi cittadini avranno invece cinque anni per esercitare l’opzione prevista dalla legge.
I promotori parlano di riparazione storica per una popolazione rimasta in un limbo giuridico dopo la fine dell’amministrazione spagnola. Le stime sui potenziali beneficiari diretti oscillano tra 70.000 e 110.000 persone. Il provvedimento rischia però di irrigidire il rapporto con il Marocco, che rivendica il Sahara Occidentale e considera la questione parte essenziale della propria sicurezza nazionale.
Perché conta per l’Italia: la disputa coinvolge direttamente gli equilibri tra Spagna, Marocco e Algeria, tre interlocutori centrali per energia, migrazioni e sicurezza nel Mediterraneo occidentale. Un nuovo attrito tra Madrid e Rabat può avere effetti sulle rotte migratorie, sulla cooperazione europea e sulla competizione tra Algeria e Marocco, dossier che Roma non può trattare separatamente.
