Il movimento studentesco serbo ha depositato una lista di candidati per le elezioni parlamentari del 25 ottobre. La formazione raccoglie professori, insegnanti e professionisti, trasformando una lunga mobilitazione di piazza in una competizione diretta per il potere politico.
Le proteste erano esplose dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, diventato il simbolo delle accuse di corruzione, opacità amministrativa e scarsa responsabilità pubblica rivolte alle autorità.
L’ingresso nelle urne modifica la natura del movimento. Per mantenere il consenso dovrà costruire un programma nazionale, una rete territoriale e una leadership riconoscibile senza perdere il carattere civico originario.
Per Aleksandar Vučić e il partito di governo si tratta di una sfida diversa dalle opposizioni tradizionali. Il risultato misurerà se la protesta sociale può diventare un’alternativa istituzionale stabile.
