Un attacco con missile balistico ha colpito un deposito di locomotive a Kiev e altre strutture ferroviarie nella regione della capitale. Sette persone sono morte, fra cui sei dipendenti delle ferrovie statali ucraine, mentre un altro lavoratore è rimasto ferito.
Il bombardamento più ampio contro Kiev e le aree circostanti ha causato almeno dodici vittime e numerosi feriti. Il colpo al deposito mostra però una priorità operativa specifica: degradare il sistema che collega città, industrie, porti e fronte militare.
Le ferrovie ucraine costituiscono una delle infrastrutture più importanti del Paese. Trasportano civili, sostengono le esportazioni e permettono il movimento di equipaggiamenti e personale in un territorio nel quale lo spazio aereo civile resta quasi completamente chiuso.
Secondo i vertici ferroviari, la rete è stata colpita più di 1.500 volte nel 2026, un numero superiore a quello registrato nell’intero anno precedente. L’intensificazione riguarda locomotive, depositi, linee elettriche, stazioni e nodi logistici, con l’obiettivo di rendere più lenta e costosa ogni riparazione.
La strategia russa sembra spostarsi dalla distruzione occasionale alla pressione sistematica. Colpire i mezzi di trazione e le officine può essere più efficace che danneggiare un singolo tratto di binario, perché riduce la capacità della rete di assorbire e aggirare gli attacchi.
Per Kiev la protezione delle ferrovie diventa quindi parte della difesa nazionale. Servono più intercettori, ridondanza logistica, scorte di ricambi e squadre di ripristino mobili. La continuità dei treni è ormai una misura diretta della resilienza ucraina.
