Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver avviato i preparativi per attacchi massicci contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Mosca presenta l’operazione come risposta ai raid di Kiev contro impianti petroliferi e reti logistiche russe.
L’annuncio segnala una possibile nuova fase della guerra energetica. Colpire produzione, distribuzione e riscaldamento alla vigilia dell’autunno può aumentare la pressione sulla popolazione e assorbire una quota crescente dei sistemi di difesa aerea ucraini.
Volodymyr Zelensky ha affermato che la Russia ha impiegato quasi duemila droni d’attacco in una sola settimana. A Myla, nella regione di Kiev, l’esplosione provocata dal raid contro un deposito ha causato decine di morti e danni estesi agli edifici circostanti.
Le informazioni sulle intenzioni russe provengono dalle parti in guerra e richiedono cautela. Resta però evidente la logica reciproca: Kiev cerca di ridurre i ricavi e la capacità industriale di Mosca, mentre la Russia punta alla resilienza civile ed economica ucraina.
