Il Regno Unito ha avviato colloqui formali per tornare a partecipare alle missioni civili di gestione delle crisi dell'Unione Europea. Sarebbe il primo rientro operativo in questo settore dalla Brexit.
L'accordo in discussione avrebbe natura quadro: Londra e Bruxelles dovrebbero poi concordare separatamente la partecipazione britannica a ciascuna missione.
L'UE conduce tredici operazioni civili, dall'addestramento della guardia costiera somala al sostegno dei procuratori ucraini nelle indagini sui presunti crimini di guerra.
Per il governo britannico la cooperazione offre influenza, accesso alle informazioni e una presenza più strutturata nei teatri di crisi. Per l'UE, competenze e personale britannici possono rafforzare missioni spesso limitate dalle risorse.
Il negoziato fa parte del reset tra Londra e Bruxelles, che comprende difesa, sicurezza, energia e mobilità. Non cancella la Brexit, ma costruisce accordi pragmatici nei settori in cui la separazione ha prodotto costi evidenti.
La sicurezza europea spinge così Regno Unito e Unione verso una cooperazione selettiva. Il risultato dipenderà dalla capacità di conciliare autonomia britannica e regole comuni operative.
