Il Parti Québécois si avvia a formare un governo di minoranza dopo le elezioni provinciali del 5 ottobre. Per il movimento indipendentista guidato da Paul St-Pierre Plamondon è il ritorno alla guida del Québec dopo l’esperienza terminata nel 2014.
I risultati preliminari lo collocano al primo posto, senza la maggioranza assoluta dell’Assemblea nazionale. Il sistema parlamentare impone quindi di cercare sostegno per approvare i provvedimenti e mantenere la fiducia. La vittoria elettorale non elimina i vincoli della composizione dell’aula.
La questione dell’indipendenza torna al centro della politica provinciale. St-Pierre Plamondon ha prospettato un referendum in una fase successiva alla permanenza di Donald Trump alla Casa Bianca. Si tratta di una posizione politica del leader, non di una consultazione già convocata.
Per leggere il risultato occorre distinguere tre passaggi: la formazione del governo, la capacità di governare con i seggi disponibili e la costruzione di un consenso sul progetto indipendentista. Il successo del partito alla prima prova non risolve automaticamente le altre.
Il rapporto con il governo federale canadese sarà uno dei principali terreni di confronto. Anche prima di un eventuale referendum, le priorità amministrative, economiche e linguistiche del Québec richiederanno decisioni concrete e accordi parlamentari. L’evoluzione dipenderà dalle scelte del nuovo esecutivo e dai suoi interlocutori.



