La dichiarazione di Putin
Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia sta costruendo una «zona di sicurezza» all’interno dell’Ucraina lungo il confine comune e che questo controllo territoriale non sarà oggetto di futuri negoziati con Kyiv. Il presidente russo ha collegato la misura all’incursione ucraina nella regione di Kursk del 2024-2025 e l’ha presentata come necessaria alla protezione permanente delle regioni di frontiera.
I numeri comunicati dal Cremlino
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha indicato una lunghezza di circa 660 chilometri e ha sostenuto che il 70% della fascia sarebbe già sotto controllo russo. Non ha però precisato la profondità prevista. Di conseguenza, non è possibile ricostruire con precisione l’area rivendicata né verificare autonomamente la percentuale comunicata da Mosca. Reuters osserva che il progetto coinvolgerebbe territori nelle regioni ucraine di Sumy e Kharkiv, che la Russia non ha formalmente annesso.
Un obiettivo militare trasformato in condizione politica
La formula «zona di sicurezza» descrive la posizione politica russa, non uno status riconosciuto dal diritto internazionale. Per realizzarla Mosca dovrebbe mantenere o ampliare il controllo militare su territorio ucraino. La dichiarazione introduce così un nuovo ostacolo al negoziato: trasforma un obiettivo operativo in una condizione che il Cremlino definisce preventiva e non negoziabile.
La distanza con Kyiv
Kyiv considera il controllo russo un’occupazione e continua a chiedere il ripristino della propria integrità territoriale. Nelle stesse ore Volodymyr Zelensky ha accusato Putin di non volere una pace autentica, mentre gli attacchi contro la rete energetica ucraina e le raffinerie russe hanno ulteriormente ridotto lo spazio della tregua annunciata dagli Stati Uniti. Le posizioni delle parti restano quindi molto distanti sia sul territorio sia sulle infrastrutture da proteggere.
Perché conta per Italia ed Europa
Per l’Italia e per l’Unione europea il punto centrale è l’effetto della nuova pretesa russa su qualunque iniziativa diplomatica. Una linea di controllo non definita può diventare fonte di ulteriori scontri e rendere più complessa la costruzione di garanzie di sicurezza. Da monitorare: la profondità della fascia, le mappe operative, i movimenti nelle regioni di Sumy e Kharkiv, la risposta ucraina e l’eventuale inserimento della questione nei colloqui internazionali.



