Un drone ucraino ha colpito un centro logistico di Ozon nella regione russa di Orenburg, secondo il governatore locale. L’azienda, secondo maggiore operatore del commercio elettronico russo, ha dichiarato di avere evacuato più di trecento persone e sospeso il lavoro nel sito.

È il secondo episodio che coinvolge un impianto della società in pochi giorni, dopo l’attacco contro un magazzino nella regione di Samara. La ripetizione alimenta interrogativi sulla natura degli obiettivi e sulla capacità della difesa russa di proteggere infrastrutture lontane dalla linea del fronte.

I grandi poli logistici hanno una funzione civile evidente, ma in un’economia di guerra reti di trasporto, stoccaggio e distribuzione possono assumere anche valore strategico. Questa sovrapposizione rende più difficile separare pressione militare e impatto sulla popolazione.

Per Mosca il costo non è soltanto materiale: evacuazioni e interruzioni mostrano ai cittadini che la distanza geografica non garantisce più completa sicurezza. Per Kyiv, tuttavia, ogni attacco contro strutture civili comporta anche un rischio politico e reputazionale.

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