La polizia tedesca ha rinvenuto diversi ordigni esplosivi e incendiari improvvisati presso la sottostazione di Preilack, nel Brandeburgo, collegata alla vicina centrale termoelettrica a carbone di Jänschwalde. Alcune linee sono state danneggiate e l’area è stata messa in sicurezza dagli artificieri.
Il gestore 50Hertz ha registrato una breve interruzione del servizio, ma la rete è stata ripristinata e non si sono verificati blackout estesi. Nessuna persona è rimasta ferita. Secondo le prime valutazioni, l’obiettivo apparente era provocare un’interruzione di corrente su scala molto più ampia.
L’inchiesta dovrà stabilire autori, movente e modalità di collocazione dei dispositivi. Al momento non esiste un’attribuzione pubblica definitiva, ed è quindi necessario separare i fatti accertati dalle ipotesi che collegano l’episodio al clima di crescente tensione sulla sicurezza europea.
La sottostazione è strategica perché distribuisce l’energia prodotta a Jänschwalde e collega più direttrici della rete ad alta tensione. Un attacco riuscito contro un nodo di questo tipo può avere effetti molto superiori al danno materiale iniziale, soprattutto quando colpisce sistemi interdipendenti.
La Germania sta rafforzando la protezione di aeroporti, ferrovie, impianti energetici e cavi di comunicazione. Tuttavia, molte infrastrutture sono diffuse sul territorio, difficili da sorvegliare in modo permanente e progettate in un’epoca nella quale il rischio di sabotaggio era considerato secondario.
Preilack mostra che la resilienza non dipende soltanto dalla vigilanza, ma anche dalla capacità di isolare rapidamente il guasto, ridistribuire i flussi e riparare le linee. La risposta tecnica ha evitato il blackout; resta aperta la questione politica di come prevenire il prossimo tentativo.