La rappresentazione del mondo diventa una questione politica alle Nazioni Unite. L'Assemblea Generale ha approvato la risoluzione 'Correct the Map', presentata dal Togo e sostenuta dal gruppo africano, con 164 voti a favore, il voto contrario degli Stati Uniti e sei astensioni.
La decisione non vieta la proiezione di Mercatore e non impone una singola carta geografica. Invita però governi, scuole, organizzazioni internazionali e aziende tecnologiche a utilizzare proiezioni equivalenti, come Equal Earth, quando è importante confrontare correttamente le superfici.
La mappa di Mercatore, sviluppata nel XVI secolo per la navigazione, ingrandisce progressivamente le aree vicine ai poli. Europa, Groenlandia e Nord America appaiono quindi molto più grandi rispetto alle regioni equatoriali, mentre l'Africa risulta visivamente ridimensionata.
Per i promotori, correggere questa distorsione significa riconoscere il peso geografico e politico del continente africano. L'Africa è circa quattordici volte più grande della Groenlandia, ma sulle comuni carte scolastiche la differenza appare molto meno evidente.
Washington ha giudicato la risoluzione estranea alle priorità dell'Assemblea, mentre sei Paesi europei e post-sovietici si sono astenuti. Il voto mostra come anche uno strumento apparentemente tecnico possa diventare parte del confronto sulla rappresentazione del potere globale.
La risoluzione non cambierà immediatamente atlanti e piattaforme digitali, ma offre una legittimazione internazionale alle campagne africane per una cartografia meno eurocentrica e più coerente con le dimensioni reali dei continenti.
