Un gruppo di militari ha occupato per circa ventiquattro ore la base aerea 101 di Niamey, prendendo ostaggi e contestando la giunta guidata da Abdourahmane Tiani. Le forze lealiste hanno riconquistato la struttura con il sostegno diretto dell’Africa Corps russo.

L’episodio spiega perché i regimi dell’Alleanza degli Stati del Sahel continuino a investire nel rapporto con Mosca nonostante i risultati militari deludenti contro gli insorti. L’Africa Corps offre prima di tutto protezione del vertice politico e capacità di reazione nelle capitali.

La base è particolarmente sensibile perché ospita personale e infrastrutture utilizzate anche da partner stranieri. Sullo sfondo restano le risorse di uranio del Niger e il corridoio logistico verso il porto togolese di Lomé, entrambi rilevanti per l’autonomia economica della giunta.

L’ammutinamento non dimostra soltanto la fragilità della giunta: mostra anche come Mosca sia diventata un’assicurazione sulla sopravvivenza del potere. Questa funzione politica può rafforzare il rapporto con Tiani anche se gli indicatori generali di sicurezza continuano a peggiorare.

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