Le forze fedeli al generale Abdourahmane Tiani hanno ripreso il controllo di una base militare strategica a Niamey dopo un ammutinamento durato circa ventiquattro ore. Secondo Mosca e diverse ricostruzioni giornalistiche, all’operazione ha partecipato l’Africa Corps russo.
I militari ribelli avevano occupato strutture nella base e preso ostaggi tra i commilitoni, aprendo la crisi interna più grave dall’arrivo al potere della giunta nel 2023. Le autorità non hanno ancora fornito un bilancio completo e verificabile.
L’intervento russo consolida il ruolo di Mosca come garante dei governi militari del Sahel. Dopo l’uscita dei partner occidentali, l’Africa Corps protegge i vertici, addestra reparti e sostiene le operazioni contro i gruppi jihadisti.
La repressione dell’ammutinamento non elimina però le cause della fragilità: risultati militari insufficienti, tensioni nell’esercito e crescente pressione degli insorti. La stabilità della giunta dipende quindi sempre più dall’appoggio esterno russo.
